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FIPE: POLITICI, ASCOLTATE I PUBBLICI ESERCIZI PDF Stampa E-mail
Scritto da Fipe   
Giovedì 24 Aprile 2008 11:57
Le elezioni hanno dimostrano che esiste un clima di preoccupazione e sfiducia nel Paese e che gli elettori si aspettano dalla politica le riforme strutturali. Sono stati premiati i politici che hanno saputo instaurare il rapporto più diretto con i cittadini. Non a caso Fipe aveva lanciato durante la campagna elettorale l’iniziativa della Politica al bar. Nelle giornate decisive, in cui la campagna elettorale si stava facendo più pressante, gli esercenti iscritti a Fipe-Confcommercio hanno fatto sentire la loro voce nei confronti dei partiti e dei cittadini con volantini di propaganda elettorale contenenti il messaggio di andare a votare per i partiti che avevano sottoscritto l’agenda proposta da Fipe sulle priorità per far ripartire l’Italia. I volantini che contenevano alcune delle principali ragioni dei gestori dei locali pubblici da far valere sulla classe politica hanno costituito lo spunto di discussione con i consumatori, in un clima di rispetto e di un costruttivo confronto quotidiano tipico soprattutto del bar. Molte delle richieste sono state le stesse avanzate dagli italiani, come per esempio dare maggiore potere d’acquisto ai cittadini restituendo nelle loro tasche i soldi sottratti con l’aumento delle tasse; continuare nelle liberalizzazioni iniziando dai servizi pubblici locali e consentendo anche ai pubblici esercizi di avere orari liberi di apertura e di poter vendere qualsiasi prodotto e servizio; proteggere meglio i locali pubblici da vandalismo, violenze e usura, affinché i pubblici esercizi possano contribuire ancora di più alla sicurezza delle città; stanare i 200 miliardi di ricchezza guadagnati illegittimamente dagli evasori totali e da chi lavora abusivamente; puntare sull’internazionalizzazione del turismo. Finita la campagna elettorale non è però finita l’iniziativa della politica al bar. Anzi l’idea è stata rilanciata con vigore dall’ultima giunta Fipe che l’ha votata all’unanimità.Ogni giorno 30 milioni di persone si incontrano in un bar o in un ristorante, si scambiano opinioni, parlano anche di politica. I bar sono una rete di luoghi nei quali si sviluppano democrazia e libertà d’opinione, una sorta di confessionale della popolazione, il luogo dove spontaneamente si creano scambi di confidenza e si percepiscono meglio gli umori della popolazione. I baristi vogliamo far valere fino in fondo questa loro caratteristica. È tempo che la politica ci riconosca il ruolo e l’importanza che ci competono.Dunque i gestori di bar e ristoranti continueranno a confrontarsi con i cittadini consumatori in un dialogo costruttivo per verificare se le promesse elettorali saranno mantenute. I cittadini ora si aspettano fatti e non più chiacchiere e se il nuovo Governo riuscirà ad applicare il suo programma lo si potrà verificare anche dentro i bar, discutendo davanti al caffè del mattino. Per rendere ancora più incisiva l’iniziativa, ci si potrà avvalere del blog lanciato da Fipe www.agendaitalia.net dove tutti quanti possono (e devono) inviare commenti e notizie. La classe politica sa bene – e queste ultime elezioni ne sono state una conferma – che è indispensabile recuperare quel rapporto diretto con il cittadino e che questo è l’unico modo per combattere quell’antipolitica che ha contagiato il popolo italiano. Il fenomeno dell’astensionismo, ma soprattutto il voto di protesta ha preso piede soprattutto fra il ceto sociale più basso per assottigliarsi via via che le fasce di reddito aumentano. Più si è interessati dalla sindrome della terza e quarta settimana, maggiore è la ribellione nei confronti dei parlamentari. Che si tratti di maggioranza o di opposizione, poco importa. Il cittadino che non arriva a fine mese si sente abbandonato a se stesso e ai suoi problemi e si rifugia in quella classe politica in grado di dare una risposta, un segnale immediato. In questo contesto l’ideologia viene accantonata. La teoria lascia il posto al concreto. Inutile parlare di massimi sistemi, quando il problema è sbarcare il lunario giorno per giorno. È uno scenario delicatissimo, terreno fertile per la crisi di rappresentanza. L’esempio dell’Alitalia è chiarissimo: i lavoratori che si ribellano agli stessi sindacati che dovrebbero difenderli. Nella storia del sindacato una situazione simile si verificò solo negli anni Ottanta, con la manifestazione del 14 ottobre dei colletti bianchi della Fiat: manager e dirigenti che dichiaravano di non aver mai delegato ai sindacati confederali la loro rappresentanza e che sfilavano per tornare al lavoro e far chiudere una vertenza che sembrava destinata a non finire mai. Quella degli anni Ottanta era la stagione che veniva chiamata con il nome di “riflusso” dettata da una stanchezza e da un disgusto per la politica e da un quadro economico incerto anche se l’inflazione contro cui andavano difese le buste paga veniva corretta dalla svalutazione della lira.

Il cittadino con un basso potere d’acquisto si ritrova schiacciato ora fra la politica economica e monetaria europea, la politica economica nazionale e il libero mercato sempre più globalizzato con i suoi meccanismi autonomi. Quando l’economia gira, tutto fila liscio, ma quando l’economia è incerta il pettine si blocca sui nodi. Anche se l’economia di mercato ha le sue leggi indipendenti stabilite dal mercato stesso, l’impostazione delle politiche economiche, come per esempio l’aumento della produttività, l’internazionalizzazione del turismo, il rilancio dei consumi dipende dal lavoro e dall’efficienza dei rappresentanti delle Istituzioni, cioè da quella casta contro cui la popolazione si è ribellata e ha voluto “svecchiare”. I cittadini stanno tornando a verificare quel che succede, a parlare fra di loro, scambiarsi opinioni, avanzare le loro richieste. Si tratta di riaccendere quei confronti che da sempre avvengono, per esempio, dentro i pubblici esercizi, centomila luoghi spontanei di aggregazione, equivalenti ai circoli promossi dai principali partiti per riallacciare il rapporto corroso con il cittadino. È dentro il bar che, libero dal condizionamento del luogo di lavoro e privo di quel condizionamento dovuto alla conformità del pensiero della sezione del partito, il cittadino è più libero di manifestare il suo disappunto o la sua condivisione. Per questo l’iniziativa della politica al bar è da guardare con particolare attenzione.

 

Lino Enrico Stoppani

Presidente Fipe-Confcommercio

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Aprile 2008 12:12
 
Nuovi luoghi della Politica: Debuttato al Bar Lamento PDF Stampa E-mail
Scritto da Edoardo   
Giovedì 17 Aprile 2008 21:54
Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Aprile 2008 17:41
 
Lettere alla Fipe dai partiti in lizza per le prossime elezioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Fipe   
Venerdì 11 Aprile 2008 16:41

lettera 1 -

 

 

Caro Presidente,

La ringrazio del documento che ha voluto inviarmi. Per il Partito Liberale Italiano i contenunti di quanto da Voi elaborato sono la nautrale posizione sul piano della realtà politica delle nostre premesse ideali e culturali.

Dubito che i partiti dominanti (entrambi a a vocazione padronale) possano realizzare quanto da Voi auspicato, come in effetti non hanno fatto nelle rispettive lunghe fasi di permanenza al governo.

Mi auguro che da parte Sua possa venire una indicazione e ai vostri iscritti, di attenzione verso il Partito Liberale Italiano, che tonra sulla scheda elettorale, fuori dalle coalizioni, per difendere la concorrenza, il mercato, il merito, la libera iniziativa ed opporsi allo statalismo, al protezionismo, ed alla pressione fiscale e burocratica, divenute insopportabili

Molti cordiali saluti

Stefano de Luca

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lettera 2-

----Messaggio originale-----
Da: Massimo On. Vannucci [mailto:...........]
Inviato: lunedì 7 aprile 2008 9.25
Oggetto: Rif: L'Agenda FIPE-Confcommercio per il prossimo Governo

Ho ricevuto e considerato l'agenda Fipe delle cose da fare per l'Italia.

Vi trovo nelle azioni che proponete le proposte che il partito democratico ha avanzato per:

aumento salari e pensioni

lotta all'evasione concorrenza sleale pagare tutti e pagare meno

sicurezza

liberalizzazioni anche nei servizi pubblici

puntare sul turismo

Oggi abbiamo creato le condizioni politiche presentandoci liberi da condizionamenti per poterle affrontare seriamente non ho quindi alcuna difficoltà a sottoscriverle impegnandomi a lavorare assieme per dare al nostro paese un futuro migliore

cordiali saluti

Vannucci Massimo Partito Democratico candidato Camera dei Deputati

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lettera 3-

Al presidente della FIPE Conf commercio dott Lino Enrico Stoppani.

Caro Presidente,

le scrivo a nome del candidato premier della Sinistra l’Arcobaleno, Fausto Bertinotti.

Rispondo, seppur con qualche ritardo, alla sua cortese nota del 28/03/08, con la quale mi inviava il documento della Vostra associazione sindacale che illustra le aspettative delle piccole e medie imprese del settore dei pubblici esercizi e del turismo, dichiarandomi preliminarmente d’accordo con la Vostra preoccupazione sull’impoverimento degli italiani e sul restringimento del potere d’acquisto dei salari dei lavoratori e dei redditi della piccola impresa.

Uno dei punti centrali del programma elettorale della Sinistra l’Arcobaleno è, infatti, la riduzione della tassazione sul reddito dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, per dare una prima risposta a tutti coloro che non arrivano alla “terza settimana” e, più in generale, per favorire la crescita dei consumi e della domanda interna, essenziale per il rilancio del settore dei pubblici esercizi e del turismo, che Voi rappresentate.

Condividiamo, pertanto, pienamente la Vostra proposta di detassazione sugli aumenti contrattuali “per mettere più danaro nelle buste paga, per difendere gli stretti margini delle piccole aziende e per evitare che il mercato si fermi”; non condividiamo, invece, e lo diciamo con pacata schiettezza, la Vostra proposta di ridurre la tassazione sugli straordinari e sugli incentivi perché è interesse anche dei piccoli imprenditori un’alleanza col mondo del lavoro basata su corrette relazioni sindacali e sulla contrattazione collettiva a livello nazionale.

Il Vostro principale problema, a nostro avviso, insieme alla questione fiscale è infatti, la crescente disoccupazione e l’impoverimento dei lavoratori e dei pensionati: senza un aumento dei consumi la nostra economia, infatti, resterà ferma. Condividiamo anche noi, infatti, la critica al governo Prodi, della cui maggioranza pure abbiamo fatto parte, sulla necessità di restituire alle famiglie una parte delle ricchezza sottratta per abbattere il deficit pubblico coniugando risanamento ed equità, superando la logica dei due tempi. Come Voi stessi dite, infatti, a cosa è servito migliorare il rapporto fra deficit e P.I.L. “se la cura rischia di uccidere il malato”, che sono i lavoratori , i giovani, le donne ed i pensionati italiani?

In questo quadro insieme alle retribuzioni vanno anche aumentate le pensioni dei lavoratori dipendenti, degli artigiani, dei commercianti e le pensioni sociali sia diminuendo il prelievo fiscale sui redditi più bassi sia utilizzando i dieci miliardi di extra-gettito già disponibili per aumentare le pensioni minime e basse – come quelle dei lavoratori autonomi - fino ad almeno 800 euro mensili netti cambiando il meccanismo di rivalutazione di tutte le pensioni, collegandole alla ricchezza prodotta dal paese ed all’inflazione calcolata su un paniere di beni e servizi essenziali. È molto interessante, inoltre, il ragionamento che Voi fate sulla professionalità e sulla qualità del settore dei bar e ristoranti che rappresentano un eccellenza dell’offerta italiana con le tipicità della nostra tradizione gastronomica, apprezzata in tutto il mondo, e la capacità di rispettare i gusti e le nuove esigenze dei consumatori; infatti, i nuovi stili di vita, soprattutto nelle aree metropolitane, l’organizzazione del lavoro e dei tempi delle città, le nuove caratteristiche della vita familiare e la distanza tra luogo di residenza e luogo di lavoro hanno reso necessarie nuove tipologie di ristorazione veloce per soddisfare un’utenza che pur in condizioni economiche disagiate consuma sempre più spesso almeno un pasto al giorno fuori casa.

In questo quadro per noi la liberalizzazione va intesa prevalentemente come semplificazione dell’accesso dei giovani alle Vostre professioni, evitando perciò che tale liberalizzazione significhi la prevalenza delle grandi catene rispetto ai piccoli esercizi tradizionali e di qualità ed abbassamento dei requisiti professionali e delle garanzie igienico sanitarie.

Analogo ragionamento va fatto sul turismo, che a nostro avviso rappresenta un settore economico produttivo fondamentale per lo sviluppo del paese soprattutto se si mette al centro il trinomio cultura-natura-ambiente.

Essenziale ovviamente, è la professionalità e la qualificazione delle Vostre aziende turistiche e la capacità di una nuova programmazione economica che, nel rispetto delle competenze esclusive in materia delle regioni, rilanci una promozione ed una internazionalizzazione basata su grandi priorità legate alla valorizzazione dei prodotti tipici, dell’artigianato artistico, dei beni culturali e della ricchezza di borghi tradizionali disseminati in tutto il Paese.

In una recente proposta di legge per la riorganizzazione ed il rilancio del comparto turistico presentata, qualche mese, fa dai nostri gruppi parlamentari si punta su un allargamento della definizione dell’impresa turistica legata alla sua funzione pubblica e non ad anguste e superate definizioni tipologiche e si propone di concentrare gli incentivi sulla qualificazione delle strutture in rapporto con le priorità regionali e locali; si prevede, inoltre, una riorganizzazione del meccanismo dei contributi che ne superi la parcellizzazione e che li vincoli, invece alle priorità di sviluppo; mai più, ad esempio, vogliamo vedere costose delegazioni di piccoli enti locali in Cina o negli U.S.A. che non siano collegate a priorità regionali e nazionali. Siamo in questo senso d’accordo con la vostra idea di un “progetto-paese” che si fondi sull’interesse pubblico e su “un’agenda” da concordare tre i diversi livelli istituzionali e le associazioni di categoria e dei lavoratori.

La Sinistra l’Arcobaleno, è insomma, convinta che nel settore dei pubblici esercizi e del turismo più che in altri settori la redditività dell’investimento non è legata solo alle capacità degli imprenditori ma anche alle politiche degli enti pubblici di creare condizioni economiche e sociali favorevoli allo sviluppo; anche per questo siamo per una lotta intransigente contro la criminalità organizzata, in particolare, in alcune regioni del mezzogiorno, e siamo per tutelare le imprese sane del settore da false aziende che talora riciclano ricchezze guadagnate illegittimamente alimentando abusivismo e concorrenza sleale.

La Sinistra l’Arcobaleno si batte per la democrazia e la rappresentanza nei ceti più deboli e del settore delle piccole e medie imprese: su questi temi ci siamo impegnati in campagna elettorale e siamo disponibili ad aprire un confronto più serrato con la vostra categoria.

Cordiali saluti.

Walter De Cesaris

Coordinatore Programma della Sinistra l’Arcobaleno

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Lettera 4 -

-----Messaggio originale-----
Da: Alessandro On. Forlani [mailto:............]
Inviato: venerdì 11 aprile 2008 16.18
Oggetto: Rif: L'Agenda FIPE-Confcommercio per il prossimo Governo
Priorità: Alta

Gli intensi impegni di questi giorni mi permettono solo ora di rispondere alla VS e-mail, mi ripropongo di incontrare quanto prima i rappresentanti della VS categoria per poter approfondire le VS proposte e assumere insieme impegni, sulla base delle questoni in oggetto, alla luce del programma del mio partito.

Con viva cordialità

on.Alessandro Forlani

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Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Aprile 2008 18:32
 
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