Menu Principale

Chi è online

 55 visitatori online

Login

Home Notizie
Notizie
Sui rifiuti fai la differenza PDF Stampa E-mail
Scritto da Fipe   
Mercoledì 18 Giugno 2008 16:03

Non si è fatta attendere la risposta degli esercenti di Napoli all’ulteriore appello lanciato due giorni fa da Berlusconi sui volontari della spazzatura. Muniti anche solo di sacchi neri in attesa che l’Asia, l’Azienda comunale per la raccolta dei rifiuti, distribuisca loro i bidoncini per differenziare la spazzatura, alcuni esercizi iscritti alla Fipe stanno già dando il buon esempio. Il bar del Lido Varca… d’Oro a Varcaturo (Na) distingue spontaneamente i contenitori dell’immondizia, anche se poi non si sa più che cosa succede al momento della raccolta. Anche il proprietario del famoso ristorante Umberto nel quartiere Chiaia di Napoli differenzia già plastica e vetro, ma è merito solo di una sua sensibilità personale, tanto che si fa carico persino di cercare la campana più vicina. Nello stesso quartiere la birreria Akuna Matata differenzia inutilmente tutto. C’è poi a Fuorigrotta il Babette, uno dei pub birreria più rinomati che da solo sta cercando di fare quel che può fra plastica e vetro. Una situazione che crea addirittura frustrazione ai titolari di bar pasticcerie come il Giuseppe Bellavia al Vomero e lo Scaturicchio Armando in centro città che vivono il problema anche degli orari di raccolta, visto che i laboratori entro le 14 circa finiscono la loro attività e a quell’ora non possono depositare i residui del loro lavoro.  E che dire del Bagno Elena a Posillipo? Come altri otto stabilimenti balneari, ha richiesto all’Asia i bidoncini colorati che da due mesi sono fermi nei depositi e non vengono consegnati. Proibitissimo utilizzarne altri, perché non conformi per lo svuotamento automatico. E qui c’è pure la beffa, perché esiste un’ordinanza comunale del 3 giugno che subordina il rilascio dell’idoneità sanitaria a una serie di condizioni tra cui la raccolta differenziata. Il buon esempio dunque parte dai pubblici esercizi che chiedono di poter avere i bidoncini entro un mese, affinché l’operazione di buona volontà si tramuti in ordinaria amministrazione per tutti quanti.

È questo l’obiettivo finale della campagna dal titolo “Sui rifiuti fai la differenza” nella speranza che l’iniziativa di Napoli si tramuti in un’esperienza da replicare addirittura in tutte le province italiane. I pubblici esercizi vogliono lanciare un segnale forte alle istituzioni e a tutte le parti coinvolte nel ciclo dell’immondizia. In attesa di ricevere i bidoni di colore diverso, continueranno a diversificare la spazzatura come potranno. È il modo più semplice ed elementare che con cui però Fipe e la Ascom di Napoli vogliono dimostrare agli assessori Mola (Nettezza Urbana) e Valente (Turismo), Scalabrini (amministratore ente provinciale Turismo) e soprattutto al presidente dell’Asia Losa, la loro volontà di tutelare il loro territorio anche a dispetto della criminalità organizzata, il cui ruolo deviante è ormai sulle cronache di tutti i giornali.

L’iniziativa per non avere un carattere strumentale dovrebbe essere sostenuta da segnali altrettanto forti da parte dei soggetti coinvolti. Infatti, se i bidoni di rifiuti differenziati, se e quando saranno distribuiti, verranno poi scaricati in un contenitore unico, nella stessa discarica, l’iniziativa degli esercenti sarà utile solo a testimoniare che la volontà dei cittadini (di cui gli esercenti sono la testimonianza diretta) non trova seguito nelle decisioni politiche. In effetti esiste da anni un esempio positivo di tutela ambientale legata agli scarti tossici che finora è stato poco menzionato: la raccolta degli olii esausti di frittura. I ristoratori di tutta Italia, napoletani compresi, evitano di inquinare l’ambiente e di creare danni alla salute dell’uomo aderendo al consorzio Conoe (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento Oli e grassi vegetali ed animali Esausti). Il problema della raccolta differenziata ha il suo picco a Napoli, ma in realtà è diffuso in tutta Italia. Si tratta di una tematica difficile da gestire, perché comporta un’opera di sensibilizzazione dei cittadini. “I Pubblici Esercizi cioè svolgono un ruolo di ‘front office’, cioè di congiunzione fra politici e cittadini – ha commentato il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani – e per questo motivo la campagna che parte da Napoli vuole poi essere replicata su tutto il territorio italiano. Il loro esempio può tramutarsi in una lezione sulle modalità diverse da provincia a provincia con cui separare i rifiuti”. Le istruzioni su come differenziare i rifiuti saranno riportate sul blog “agendaitalia.net”, arena virtuale per su cui confrontarsi su tutti i temi più scottanti.
 
Muro alle Banche, ma muro anche alle Società dei Buoni Pasto PDF Stampa E-mail
Scritto da alfredino   
Martedì 17 Giugno 2008 15:17

Forse saranno meno i Pubblici Esercizi che incassano buoni pasto rispetto a quelli che hanno in uso i pos delle Carte di Credito.
Però i primi hanno oneri di decine e centinaia di Euro mensili. Ma ne vogliamo parlare?
E' insostenibile questa situazione.
Impariamo dai metalmeccanici (Nov. 2007),dagli autotrasportatori (Dic. 2007 e, probabilmente, inizio Luglio p.v.) e dai taxisti (estate 2007).
Forse non siamo una categoria vessata? Forse non siamo una forza, se uniti, capace di difendere i propri interessi? Se ne parli, ma senza aspettare che la situazione peggiori. E' già insopportabile.

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Caro Sandro,
non voglio mettere in difficoltà Ristomat, ma Ti allego un esempio di una cosa malfatta che mette in difficoltà i Pubblici Esercizi.
Come vedrai, sul frontespizio del buono è indicata come scadenza 04/2008 e pertanto il buono andava utilizzato entro aprile.
Sul recto del buono però c'è la frase "il buono pasto è pagabile se pervenuto per il rimborso entro 6 mesi dalla data di scadenza stampata sul fronte" e quindi sembrerebbe che la scadenza sia ottobre 2008.
L'esercente è quindi nel dubbio su quale data prendere come valida (aprile o ottobre?).
Basterebbe poco per essere più chiari e ho il sospetto che queste situazioni siano create ad arte nel senso che se incassi a luglio 2008 e quindi lo presenti a settembre, arrivano ai P.E, anonime note di addebito per differenze di fatturazione, magari alimentate da questi buoni.
Quando parliamo di "vessazioni" questo è uno dei tanti esempi sui quali, purtroppo, Vi vedo sempre scarsamente sensibili.
Ciao e grazie.
Lino
 
Caro Sandro,

Ti informo di un caso personale che mi ha visto protagonista, alle ore 09:10 di oggi. Non c'entra la Tua azienda, sempre puntuale e precisa anche nei contatti telefonici, ma il "Fast Point" Day, Sodexho, Ristomat, etc. Avevamo un disguido riferito al pagamento della nostra fattura n. 1510/1 del 16/12/07 di €. 6.541,55 di Day Ristoservice S.r.l. Chiamo il numero 02 3341 0585 e mi risponde una Signora che mi dice che questa fattura è stata pagata con altre tre mie fatture (1308/1-1374/1-1382/1). Chiedo per comodità di spunta, e per pescare eventualmente la contropartita contabile nella nostra contabilità banche, l'importo complessivo pagato, anche perchè spesso vengono trattenuti importi per differenze di fatturazione e dunque i totali di fattura non coincidono sempre con i totali pagati, richiesta banalissima e normale.
Informazione non disponibile e in modo anche sgarbato replica i dati che già mi aveva comunicato, considerando la mia richiesta una assurdità. Insisto perchè è un dato per noi importante, ma sempre in modo irrispettoso delle necessità di un cliente, mi conferma di lavorare sui dati che mi ha fornito. Mi presento allora anche per il mio ruolo istituzionale e l'atteggiamento non cambia. Chiedo cortesemente il Suo cognome, anche per segnalare il caso al fine di migliorare questo servizio di assistenza; mi risponde che per la privacy non è tenuta a presentarsi!
Se questa è l'assistenza che danno al Presidente FIPE, mi immagino come trattano gli altri colleghi e vedi allora che quando si parla di vessaziono, di comportamenti fastidiosi, di scarsa attenzione alle esigenze dei Pubblici Esercizi, non si parla di fantasie. Sono arrabbiato, non per il caso personale, ma per la incapacità di far crescere il rapporto Associati Anseb/Pubblici Esercizi verso rapporti di maggior rispetto.
Si fanno tante chiacchiere, ma finchè Anseb e i suoi associati non migliorano questo aspetto, che non costa niente ma che richiede solo buona volontà, non si può pensare a migliorare un rapporto che oggi non è soddisfacente. Non è un problema di commissioni: possono andare dove vogliono e i P.E. le devono considerare come considerano gli altri costi di gestione, ma sulle vessazioni, sull'assistenza al cliente, sulle migliorie da apportare sul rapporto siamo ancora all'anno zero. Fipe oggi esprime un Presidente che non ha perso il contatto con l'operatività, soprattutto in questo periodo di Ferie e con qualche mancanza di organico, e quindi se mi permetto presentare il mio malumore, lo faccio perchè sono certo che interpreto il malumore di tanti che hanno la sventura di doversi confrontare con un centralino che offre questo tipo di servizio e non è la prima volta e non solo con Fast Point!! Scusa lo sfogo, ma sono arrabbiato perchè vedo la sensibilità, le attenzioni, le premure, anche le cortesie che tutti gli operatori commerciali mettono  nell'ascoltare i clienti, anche nelle loro esagerazioni,  e trovo mortificante invece trovare una interlocuzione senza nessun sentimento. Mettessero un robot forse sarebbe meno fastidioso!
Ti autorizzo a  veicolare questo messaggio a chi  di competenza e io lo giro all'interno del nostro mondo, per dimostrare anche che sull'argomento bisogna insistere e fare di più.
Grazie e buona giornata.

Lino Stoppani

Ciao Lino,
la cosa si commenta da sé e...  benvenuto nel gruppo...
Al di là delle battute resta un senso di frustrazione e di rabbia per un rapporrto gestito in modo unilaterale ed arbitrario.
Esempio:  2 mesi fa mi arriva da Pellegrini una lettera con cui mi informano della mancanza di 28 (ventotto!!) buoni dalla distinta che abbiamo presentato.
Chiamo per avere lumi e per spiegare che il caso mi sembra sospetto e probabilmente frutto di un loro errore.
Mi rispondono che è sempre colpa nostra e che, se proprio vogliamo, dobbiamo chiedere la verifica dei buoni nel momento in cui li consegnamo.
Ma tu hai mai provato ad andare a consegnarli e chiedere una cosa del genere...?
Ribadisco che posso isituire il conteggio tramite macchinetta automatica;  rispondono che non vale niente perchè è la mia mcchinetta e quindi posso frodare quanto mi pare (mi danno pure del ladro...!).
A presto
Carlo
ps: ho anche provato con il Cynar, come diceva la buonanima di Calindri, ma ...zzo non funziona...
Caro Lino,
mi è pervenuto da Bernardo Bernardi una relazione sull'episodio di ieri gradire parlartene a voce al mio ritorno dal 22 di luglio poiché si tratti di un problema sostanzialmente dovuto alle rigidità dei sistemi call center a cui purtroppo tutte le aziende sono costrette ad aderire.
Bernardo Bernardi ed io restiamo comunque a Tua disposizione per qualsiasi evenienza.
Un caro saluto
Sandro
Caro Presidente,
approfitto del tuo grido di "vergogna" per riferirti le ultime novità riguardo il mio rapporto con le società di ticket, un ennesimo esempio di maltrattamento subito che tu potrai trasmettere a chi ritieni opportuno.
Ti invio una mail che ti spiega nel dettaglio l'accaduto, inoltre ti racconto un'altra mia esperienza.
Come tu sai il sistema dei ticket funziona così: si consegnano i ticket al centro di raccolta, gli impiegati li ritirano salvo controllo quantità e qualità.
E dopo più volte che ci contestavano il numero e il valore dei buoni consegnati, abbiamo deciso di investire acquistando un macchinario che conta, controlla i dati e addirittura fotografa i ticket, in automatico poi emette la fattura. Così "l'impedita" dell'impiegata non può più sbagliare!
Ma il rapporto di contestazione non è cambiato, continuavano ad accreditarci uno/due buoni in meno (circa 5/10 euro in meno).
Sviluppando le foto ci siamo resi conto che noi avevamo ragione e che i ticket consegnati errano esatti per quantità e valore.
Ma questo tipo di controllo comporta mediamente 2/4 ore di lavoro, carta, inchiostro.... a questo punto abbiamo convenuto di continuare a pagare questo "pizzo" e come dici tu l'abbiamo inserito nei costi di gestione aumentandoli.
Potrei continuare con altri esempi di comportamneto totalitario delle società di ticket, ma credo che basti.
Cordiali saluti,
Giuseppe Gissi
Caro Sandro,
il mio sfogo di ieri che ho veicolato tra alcuni dirigenti Fipe/Epam ha stimolato alcuni interventi, di cui due particolarmente efficaci.
Uno di Carlo Freni, che Ti ho già girato ieri, oggi quello di Gissi, vicepresidente Epam.
Tra l'altro quello di Gissi riguarda azienda del Gruppo Accor.
Sono esempi che meritano una riflessione, senza pretese di crociate e con la consapevolezza che le convenzioni si possono anche annullare.
Però rimane il rammarico su una situazione che va migliorata, nell'interesse di tutti.
Ciao e scusami ancora.
Lino

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Luglio 2008 13:55
 
TROPPO ALTI I COSTI DELLA MONETA ELETTRONICA PER ESERCENTI E COMMERCIANTI PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Lunedì 26 Maggio 2008 10:53

Le banche e le carte di credito spingono per espandere i pagamenti con moneta elettronica.

Il signor Riccardo Isalberti, esercente della provincia di Verona, solleva un problema sui costi nell’utilizo dei Pos bancari. Ospitiamo volentieri il suo contributo e la sua sfida ai colleghi per fare qualche cosa di eclatante conto lo strapotere bancario nel nostro paese.

TESTO INVIATO:

Volevo porre un problema sentito a molti esercenti e commercianti :

Perchè i pubblici esercizi e tutti gli altri negozi devono pagare così tanto (canone  mensile e commissioni sul transato ai vari Istituti di Credito e alle loro relative Finanziarie ( Setefi-Moneta, Clarima CartaSi , Visa, Mastercard , American Express ecc... ) per poter offrire ai clienti (  clienti anche delle Banche ) l'uso del Pos ?

Sapete tutti che per il canone Pos si paga circa 10 euro al mese !

e poi ci sono le commissioni sul transato : circa 0,8 per cento sul Bancomat, e circa 1,5 - 1,8 su Visa e Mastercard.

Ritengo che un eventuale prova di forza contro le Banche , al fine di ridurre o cancellare questi costi sia maturo oggi. Data l'evidente crisi di liquidità monetaria mondiale e di insolvenze bancarie - finanziarie immobiliari che imperversano da Agosto 2007 senza sosta, e dappertutto con interi mercati bloccati ( cds- credit default swap, monoline insurence relative a bond , abs, sub prime, commercial paper , ecc... ) , tutte le banche, sia internazionali che locali sono assai vulnerabili oggi , e lo saranno ancora per molti mesi .

Qualora i Banchieri non sentissero tali istanze, pensavo alla possibilità di fare un lungo sciopero ad intermittenza di una settimana al mese , da parte dei commercianti coinvolgendo tutte le Delegazioni ed Associazioni di Categoria.

Chi Vincerà secondo Voi ?

Aggiungo che le molte disposizioni di legge antievasione varate nell'estate del 2006 da Visco-Bersani , es. l'obbligatoria tracciabilità bancaria dei pagamenti tributari dei Titolari di p. iva , dei pagamenti ai professionisti oltre un certo limite, hanno come scopo principale o secondario di aiutare le Banche. Come ?

Con la regola del credito-riserva monetaria frazionata !  Infatti con la Moneta Elettronica le Banche operano più velocemente e senza i costi relativi alla gestione e distribuzione delle Banconote.

Non vi ricordate che l'a.d. Alessadro Profumo sempre nell'estate del 2006 dichiarava che con le banconote  la Banca ci rimette.

Auguro un buon lavoro al pres. Stoppani e al nostro direttore Sommariva.

Riccardo, 26 05 2008

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Maggio 2008 16:56
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 Succ. > Fine >>

JPAGE_CURRENT_OF_TOTAL

(C) 2008 FIPE. Powered by Puntoblu s.r.l.Tutti i diritti sono riserveti, e' proibita la duplicazione totale e/o parziale.