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BUONI PASTO, ALCUNE CONSIDERAZIONI PDF Stampa E-mail
Scritto da Fipe   
Mercoledì 12 Novembre 2008 15:50
Considerazioni
sulla situazione dei Buoni Pasto
(vantaggi = + ;  svantaggi = - )


Gli anelli della filiera:
- I datori di lavoro (Pubbliche Amministrazioni e Privati);                                                            
- Le Società che emettono i Buoni;
- I Pubblici Esercizi;
- i lavoratori dipendenti.

I datori di lavoro:      +:   defiscalizzazione;
                                   +:   somma di partite di risparmio su costi che una mensa aziendale
                                         potrebbe comportare;
                                   +:   sconti dalle Società emettitrici (causate dalla loro concorrenzialità).

Le Società emettitrici:  +: commissioni dai P.E., a guadagno oltre al recupero sconti pratica-
                                           ti, dal 7 al 10% (contro quelli delle Credit Cards, max del 2,5%);
                                       +: incasso, dalla vendita Buoni, notevolmente anticipata rispetto a
                                           ai tempi di rimborso ai P.E. ,45/150gg., contro 48h. delle C.Cards;
                                       +: costrizione della rete dei P.E., anche vittima di vessazioni, alla
                                           adesione alla convenzione pena la rinuncia del 40% e più di vendite;
                                       +: accumulo esorbitante di credito d’imposta dovuto al modo di
                                           fatturazione, attiva e passiva, del sistema;
                                       -:  sconti a clienti, datori di lavoro, determinati dalla concorrenzialità.

I Pubblici Esercizi ( e le attività commerciali coinvolte):
                                      +: più vendite rispetto ad un’indennità di mensa in busta paga, salvo
                                          uso improprio, come effettivamente si verifica in pratica;
                                      -:  incasso decurtato dalle commissioni, esagerate!, sui Buoni;
                                      -:  oneri finanziari aggiuntivi: pressati da scadenze di pagamento,
                                          fornitori, utenze, imposte, ecc. indotti allo scoperto di banca o/e
                                          all’anticipo accredito su fatture emesse sui Buoni Pasto;
                                      -:  inaudita progressione dell’aumento percentuale della percentuale
                                         900%!!!, in 15 anni (vedasi all. Tabella), delle commissioni;
                                      -:  assoluta mancanza di forme di garanzia sul buon fine, rimborso;
                                      -:  anomali addebiti, incontestabili, con trattenute dirette sui rimborsi;
                                      -   perdita, con addebito e trattenuta diretta, senza restituzione del
                                          titolo, eventualmente con rintracciabilità dell’utente a sostituzione,
                                          di Buoni scaduti (eppure non sono latticini).

I lavoratori dipendenti:   +:  godono, contrattualmente, dell’indennità a mezzo del Buono
                                               Il cui valore è determinato da trattative sindacali o da decisioni
                                               del datore di lavoro;

                                         -:   possono essere oggetto di discriminazione rispetto ad un
                                              consumatore che paga in contanti perché:
                                              chi paga in contanti le consumazioni porta al commerciante
a) immediata disponibilità del denaro corrispondente,
b) totale pagamento come da listino prezzi, senza l’erosione
causata dalle commissioni che gravano sul Buono;
                                        -:   possono essere discriminati quantitativamente nella somministra-
                                             zione;
                                        -:   possono essere discriminati qualitativamente nella somministra-
                                             zione;
 
        -: si può quindi riepilogare che potenzialmente un Buono Pasto dall’eccessivo peso
           per gli operatori commerciali comporta il pericolo di ordine inflattivo, ritocco dei
           listini prezzi, e di ordine che chiama in causa la salute, per quantità e qualità dei
           cibi somministrati sino anche alle condizioni igieniche e la qualità del servizio.
           E, inoltre, siamo una nazione che deve essere accorta a qualsiasi aspetto che possa
           avere punti di contatto coll’attività turistica dove il P.E. né è figura non marginale.



Tutte negatività che hanno possibilità di manifestarsi all’imposizione economica determinata da un mercato, quello dei Buoni Pasto, dalla assoluta necessità di essere moralizzato e normalizzato.

Tabella all./:
VARIAZIONI  PERCENTUALI  IN  15  ANNI:
CATEGORIE ANNO 1992 ANNO 2007 VARIAZ. %
Transaz. Immobiliari 3% 4% +33,33%
Aggi sui Tabacchi 10% 10% 0%
Emettitrici Buoni 1% 9% +900%!!!


La percentuale su di un valore "variabile" (oscillazione prezzi, costi, ecc.)
è di per sé un'ancora a tutela sia dell'attore attivo che di quello passivo
in un qualunque rapporto economico.

Fosse equo l'incremento percentuale delle commissioni sui buoni pasto, oggi il panorama sarebbe così:
- le transazioni immobiliari avrebbero una mediazione del 27% sul valore dell'immobile!
- l'aggio sui tabacchi sarebbe il 90% del prezzo di vendita!
Beni che, sia di immobile che di consumo, hanno già avuto un incremento di valore causato dall'inflazione
nei quindici anni.








Genova, 19 Ottobre 2008 

Note di Giorgio BOLESAN
Presidente A.I.P.E.           Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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