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| L'adoc difende i pubblici esercizi |
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| Scritto da Fipe |
| Giovedì 23 Ottobre 2008 10:03 |
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CONSUMI: ADOC, CALO 5-6% L'ANNO, TORNA DI MODA IL BANCO PEGNI = (AGI) - Roma, 22 ott - Ora e' ufficiale: secondo i dati Istat tornano a calare le vendite al dettaglio. Ad agosto sono scese dell'1,3% rispetto al 2007, con un calo deciso dei beni non alimentari, che segnano una riduzione del 2,9%. Per l'Adoc e' l'ennesimo segnale della fase di recessione che l'economia italiana sta attraversando. "Il calo dei consumi, secondo le nostre stime intorno al 5-6% su base annua, lo stiamo denunciando da almeno due anni - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - e nonostante il calo dell'inflazione, il livello dei prezzi dei beni alimentari, con pasta, cresciuta del 26% secondo i nostri dati, e pane (+16,2%) a trainare il gruppo, e dei prodotti energetici rimane sostenuto, obbligando le famiglie a rinunciare necessariamente ai beni e servizi non indispensabili. In questo sconsolante panorama di chiacchiere delle Istituzioni e di indifferenza dei commercianti, una nota positiva e' rappresentata dall'iniziativa della Fipe "Un prezzo da amico", che prevede dal prossimo 1° novembre il blocco dell'intero listino e altre iniziative promozionali negli esercizi aderenti alla campagna. Una possibilita' di rilancio dei consumi delle famiglie italiane e di tutela dei piccoli esercizi che, nei centri storici, hanno visto calare la loro presenza del 20%. E un primo importante passo verso un possibile accordo tra i consumatori e i commercianti, al fine di operare una riduzione significativa dei prezzi e di intervenire nei settori merceologici piu' in affanno con misure di contenimento dei prezzi." Per l'Adoc la profonda crisi economica spinge le famiglie a dover accedere a forme di credito al consumo che dia liquidita' immediata: il banco dei pegni. "Si sta verificando il fenomeno del ritorno al banco dei pegni - continua Pileri - dato che garantisce un accesso immediato alla liquidita'. Se tempo addietro il ricorso al monte dei pegni era visto come ultima spiaggia, oggi viene considerato come un'alternativa al credito al consumo, con la formazione di una clientela abituale, tra cui molti immigrati e famiglie, che si rivolge al banco per superare la crisi economica che stiamo affrontando. Un antidoto, seppur rischioso, alla crisi della quarta settimana e mezzo per affrontare spese ingenti e impreviste. Dall'introduzione dell'euro ad oggi e' aumentato in media del 7% l'anno il numero delle persone che hanno fatto richiesta di credito a pegno, per un volume d'affari di circa 200 milioni di euro annui".(AGI) Ale 221316 OTT 08 |


