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L’AGENDA DELLE “COSE DA FARE” PER L’ITALIA
LAVORO E POTERE D’ACQUISTO Gli italiani si stanno impoverendo di anno in anno. I salari dei lavoratori ed i redditi della piccola impresa sono i più bassi d’Europa. Per questo il potere di acquisto si riduce e i consumi ristagnano. Chiediamo perciò di ridurre la tassazione sul lavoro cominciando subito dagli straordinari e dagli incentivi, proseguendo su tredicesime e quattordicesime e sugli aumenti contrattuali, per mettere più danaro nelle buste paga, per difendere gli stretti margini delle piccole aziende ed evitare che il mercato si fermi. Serve, inoltre, restituire subito alle famiglie una parte della ricchezza (almeno mezzo punto di PIL) sottratta per abbattere il deficit pubblico più di quanto richiesto da Bruxelles. Migliorare il rapporto deficit/pil è importante ma a chi serve se la cura rischia di uccidere il malato? E’ anche necessario avviare un altro ciclo di privatizzazioni e liberalizzazioni, a cominciare dalla vendita del patrimonio pubblico non indispensabile alla sicurezza dello Stato. TASSE E CONSUMI Le nostre imprese e i lavoratori pagano entrambi le tasse. Ma ci sono almeno 200 miliardi di ricchezza che il fisco ignora e che sono guadagnati illegittimamente da chi non le paga per niente o da chi lavora abusivamente. Anche bar e ristoranti sono vittime delle “false” attività di pubblico esercizio. Chiediamo una lotta all’evasione che deve essere invece mirata ed efficace, non ridotta a puro spettacolo, dove la piccola impresa è sempre presa di mira. Chiediamo anche un fisco più rispettoso del contribuente, che non sovrapponga i controlli e semplifichi le procedure, perché queste spesso costano più di quanto facciano incassare. Un esempio: si scelga una volta per tutte tra i registratori di cassa e gli studi di settore. SICUREZZA E VITA CIVILE Mentre, assieme alle forze dell’ordine, la rete dei bar e dei ristoranti fa la sua parte per mantenere le città più sicure e vitali, giornalmente subiamo rapine e estorsioni, siamo vittime dell’usura, di atti di vandalismo e di violenze. E’ indispensabile che le risorse professionali destinate alla sicurezza ma oggi confinate negli uffici vengano subito impiegate sul territorio a presidio delle strade, delle case e delle imprese. SVILUPPO E COMPETITIVITÀ Gestire un bar o un ristorante richiede una professionalità che non si improvvisa. L’offerta italiana in questo settore è la più qualificata, la più competitiva, la più apprezzata nel mondo. Anche noi vogliamo liberi orari d’apertura, vendite senza divieti di qualsiasi prodotto e di qualsiasi servizio. Vogliamo fare impresa a 360°, senza condizionamenti: l’unico vincolo che accettiamo è il giudizio del consumatore. FUORI LO STATO DAI SERVIZI AI CONSUMATORI E’ incredibile ma l’”impresa di stato” resiste ed ancora gestisce i servizi ai consumatori. La gestione “pubblica” di servizi “privati”, nel settore della ristorazione, continua a prosperare e a generare inefficienza, costi più alti e concorrenza sleale. Lo Stato pensi a svolgere i suoi compiti regolatori del mercato e affidi il compito di servire il consumatore a chi è del “mestiere” e rischia in proprio. In qualsiasi Paese le cose che non si discutono dell’Italia sono il cibo, il design e la Ferrari. Per affrontare la competizione globale ci vuole un “Progetto Paese” , che si fondi sull’interesse pubblico, fatto di azioni di marketing dedicate e di una rete formativa diffusa ed efficiente, come avviene per ogni prodotto di marca . Lo Stato, inoltre, deve fare la sua parte nel ridurre quei costi della macchina del turismo che si ribaltano direttamente sul consumatore (IVA e canoni demaniali) e rifondare, insieme alle Regioni, la politica promozionale, evitando duplicazioni e sprechi che paghiamo tutti. COSTRUIAMO INSIEME UN’ “AGENDA” PER L’ITALIA
Su questa Agenda chiediamo l’opinione ed il contributo di tutti, a partire dai nostri clienti.
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